Mauritius mantiene il tasso chiave di politica al 4,5%

2025-11-12 13:33 Luisa Carvalho 1 min. di lettura
La Banca centrale di Mauritius ha deciso all'unanimità di mantenere invariato il proprio tasso di riferimento dei prestiti a 4,5% per la terza volta consecutiva durante la riunione di novembre 2025, citando la necessità di ancorare le aspettative di inflazione nel medio termine in un contesto di elevata incertezza economica. L'inflazione annuale del paese è scesa al 4,1% a ottobre rispetto al 4,4% di settembre, rimanendo all'interno dell'obiettivo nel medio termine della Banca del 2-5%. L'inflazione generale per il 2025 è stata rivista al ribasso al 3,7% rispetto al 4% precedente, a causa dei prezzi delle materie prime più bassi, dell'attenuazione dell'inflazione globale, dei sussidi alimentari e dei minori costi del carburante. Per il 2026, ci si aspetta che l'inflazione converga verso il punto medio dell'obiettivo della Banca, stabilendosi al 3,6%, sebbene rimangano rischi al rialzo legati a fattori globali. Nel frattempo, la Banca ha alzato la sua previsione di crescita reale del PIL per il 2025 al 3,1%, in aumento di 0,1 punto percentuale rispetto alla proiezione di agosto del MPC, e prevede una crescita del 3% nel 2026, pur avvertendo che i rischi rimangono orientati al ribasso.


Notizie
La Banca di Mauritius mantiene la posizione per la quarta riunione
La Banca Centrale di Mauritius ha deciso all'unanimità di mantenere il tasso di riferimento invariato al 4,5% per la quarta riunione consecutiva l'11 febbraio 2026. Il Comitato ha affermato che un approccio cauto e di attesa rimane appropriato, sottolineando la necessità di ancorare le aspettative di inflazione a medio termine in mezzo a incertezze economiche in corso. La Banca ha osservato che l'inflazione generale è leggermente aumentata al 3,8% a gennaio 2026, rispetto al 3,7% di dicembre, ma si prevede che mediamente sarà del 3,6% per l'anno, all'interno dell'intervallo obiettivo del 2–5% e molto vicino al punto medio dell'obiettivo a medio termine del 3,5%. Nel frattempo, l'attività economica interna continua a essere sostenuta dai servizi, in particolare dal turismo e dai servizi finanziari, mentre i progetti infrastrutturali in sospeso dovrebbero stimolare la costruzione e gli investimenti. Il PIL reale è previsto al 3,3% nel 2026, con la possibilità di aumentare intorno al 3,5% se i progetti di capitale accelerano e se il African Growth and Opportunity Act viene rinnovato.
2026-02-11
Mauritius mantiene il tasso chiave di politica al 4,5%
La Banca centrale di Mauritius ha deciso all'unanimità di mantenere invariato il proprio tasso di riferimento dei prestiti a 4,5% per la terza volta consecutiva durante la riunione di novembre 2025, citando la necessità di ancorare le aspettative di inflazione nel medio termine in un contesto di elevata incertezza economica. L'inflazione annuale del paese è scesa al 4,1% a ottobre rispetto al 4,4% di settembre, rimanendo all'interno dell'obiettivo nel medio termine della Banca del 2-5%. L'inflazione generale per il 2025 è stata rivista al ribasso al 3,7% rispetto al 4% precedente, a causa dei prezzi delle materie prime più bassi, dell'attenuazione dell'inflazione globale, dei sussidi alimentari e dei minori costi del carburante. Per il 2026, ci si aspetta che l'inflazione converga verso il punto medio dell'obiettivo della Banca, stabilendosi al 3,6%, sebbene rimangano rischi al rialzo legati a fattori globali. Nel frattempo, la Banca ha alzato la sua previsione di crescita reale del PIL per il 2025 al 3,1%, in aumento di 0,1 punto percentuale rispetto alla proiezione di agosto del MPC, e prevede una crescita del 3% nel 2026, pur avvertendo che i rischi rimangono orientati al ribasso.
2025-11-12
Mauritius lascia invariata la politica monetaria
La Banca Centrale di Mauritius ha mantenuto invariato il proprio tasso di riferimento dei prestiti al 4,5% durante la riunione ordinaria del 13 agosto 2025, lasciando i costi di prestito ai loro livelli più alti dal agosto 2024. I responsabili delle politiche hanno notato che, date le attuali incertezze economiche globali e interne, era prudente mantenere la posizione politica esistente. Sebbene l'attuale aumento dell'inflazione sembri temporaneo, i rischi a medio termine derivanti dall'inflazione globale guidata dai dazi potrebbero essere più persistenti. L'inflazione generale è salita per il quarto mese consecutivo al 3,1% nel luglio 2025, riflettendo principalmente l'impatto delle misure di bilancio, che includono tasse più elevate sui beni demerito e dazi aggiuntivi sui veicoli. Con l'atteso attenuarsi degli effetti una tantum, l'inflazione dovrebbe rimanere entro l'obiettivo a medio termine del 2-5% della Banca, con un'inflazione generale prevista al 4,0% nel 2025, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto alla precedente previsione del 3,5%. La crescita del PIL interno per il 2025 è ora prevista attestarsi intorno al 3,0%, in ribasso rispetto alla precedente previsione del 3,0-3,5%.
2025-08-13