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Il rame scende ai minimi di 3 mesi
2026-03-20 15:04
Andre Joaquim
1 min. di lettura
I futures del rame negli Stati Uniti sono scesi sotto i 5,4 dollari per libbra a marzo, il livello più basso in tre mesi, seguendo il calo dei principali metalli industriali a causa di un dollaro forte e delle preoccupazioni che i prezzi elevati dell'energia possano ridurre la domanda nel settore manifatturiero. I prezzi chiave del petrolio e del GNL hanno mantenuto gran parte del loro aumento questo mese dopo che il conflitto nel Golfo Persico ha portato alla distruzione delle infrastrutture energetiche e ha fermato le esportazioni di energia dai petroliere. Gli sviluppi hanno limitato le prospettive per il settore manifatturiero, erodendo i margini delle fabbriche e limitando il potere d'acquisto dei consumatori. Inoltre, i rischi inflazionistici al rialzo hanno spinto i responsabili delle politiche della Federal Reserve a adottare un orientamento restrittivo nelle loro proiezioni economiche, facendo salire il dollaro e mettendo sotto pressione le materie prime quotate in dollari. Il calo è stato in linea con le scorte di rame ai massimi di sei anni nella LME e le scorte record nella SHFE, consolidando i livelli di offerta più bassi.
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Rame Sotto Pressione per Preoccupazioni sulla Crescita Globale
I futures del rame sono scesi sotto i 5,3 dollari per libbra lunedì, segnando i loro livelli più bassi in oltre tre mesi, poiché il prolungato conflitto in Medio Oriente ha sollevato preoccupazioni riguardo all'inflazione e alla crescita globale, influenzando la domanda di metalli. La guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran è entrata nella sua quarta settimana senza segni di attenuazione, con i prezzi del petrolio in aumento che minacciano l'attività economica e alimentano l'inflazione, spingendo una posizione più restrittiva tra le principali banche centrali. I mercati hanno ridotto le aspettative per ulteriori tagli ai tassi della Federal Reserve quest'anno, mentre alcuni trader hanno scontato un possibile aumento dei tassi verso la fine dell'anno. La BCE, la BOE e la BOJ hanno anche segnalato disponibilità a inasprire ulteriormente la politica se le pressioni inflazionistiche dovessero persistere. Nel frattempo, i prezzi più bassi del rame hanno spinto alcuni acquisti da parte di fabbricanti cinesi, fornendo un modesto supporto.
2026-03-23
Il rame scende ai minimi di 3 mesi
I futures del rame negli Stati Uniti sono scesi sotto i 5,4 dollari per libbra a marzo, il livello più basso in tre mesi, seguendo il calo dei principali metalli industriali a causa di un dollaro forte e delle preoccupazioni che i prezzi elevati dell'energia possano ridurre la domanda nel settore manifatturiero. I prezzi chiave del petrolio e del GNL hanno mantenuto gran parte del loro aumento questo mese dopo che il conflitto nel Golfo Persico ha portato alla distruzione delle infrastrutture energetiche e ha fermato le esportazioni di energia dai petroliere. Gli sviluppi hanno limitato le prospettive per il settore manifatturiero, erodendo i margini delle fabbriche e limitando il potere d'acquisto dei consumatori. Inoltre, i rischi inflazionistici al rialzo hanno spinto i responsabili delle politiche della Federal Reserve a adottare un orientamento restrittivo nelle loro proiezioni economiche, facendo salire il dollaro e mettendo sotto pressione le materie prime quotate in dollari. Il calo è stato in linea con le scorte di rame ai massimi di sei anni nella LME e le scorte record nella SHFE, consolidando i livelli di offerta più bassi.
2026-03-20
Il rame si dirige verso il terzo calo settimanale
I futures del rame sono rimbalzati a circa 5,5 dollari per libbra venerdì dopo aver toccato minimi plurimensili nella sessione precedente, sostenuti dalle rassicurazioni degli Stati Uniti e di Israele riguardo al conflitto in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non stanno considerando di schierare truppe di terra contro l'Iran, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che Israele si asterrà da ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Il conflitto ha messo sotto pressione i mercati dei metalli a causa delle preoccupazioni che l'aumento dei prezzi dell'energia possa rallentare la produzione globale e l'attività economica. Nonostante il rimbalzo, il rame è destinato a registrare una terza perdita settimanale consecutiva, poiché l'aumento delle scorte in borsa indica una domanda fisica più debole. Gli analisti hanno evidenziato un consumo cinese più debole e spedizioni ridotte verso gli Stati Uniti, rallentate dai dazi. Inoltre, le principali banche centrali hanno segnalato una propensione verso una politica monetaria più restrittiva questa settimana a causa dei rischi elevati di inflazione derivanti dall'aumento dei costi energetici.
2026-03-20