Il mais rimane vicino ai massimi di 10 mesi

2026-03-24 06:57 Joshua Ferrer 1 min. di lettura
I futures sul mais sono scesi sotto i 4,6 dollari per bushel, ma sono rimasti vicino al loro livello più alto da maggio 2025, sostenuti da prezzi energetici più elevati mentre il conflitto in Iran continua a interrompere le catene di approvvigionamento di carburante e fertilizzanti. I prezzi del petrolio sono rimasti elevati mentre la guerra in Medio Oriente continuava ad ampliarsi nella regione senza una fine in vista, mentre l'Iran continua a interrompere il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta chiave per le esportazioni di petrolio e fertilizzanti. L'aumento dei costi del diesel e dei fertilizzanti azotati, entrambi input critici per il mais, stanno comprimendo i margini degli agricoltori, in particolare negli Stati Uniti, mentre pressioni simili stanno emergendo a livello globale. In regioni come il Sudafrica, le carenze di carburante e i costi di input più elevati stanno già minacciando l'attività di semina e raccolta, evidenziando i rischi per la produzione. Con il mais che richiede un elevato utilizzo di fertilizzanti, l'attuale shock dei costi sta rafforzando le aspettative di un'offerta più ristretta e mantenendo i prezzi sostenuti, anche se la volatilità persiste.


Notizie
Il Mais Rimbalza sulle Prospettive di Crisi dell'Offerta
I futures del mais sono rimbalzati verso $4,6 per bushel mentre i trader digerivano un rapporto critico sulle semine prospettiche del USDA che ha confermato una riduzione della superficie agricola domestica in mezzo al conflitto in corso in Medio Oriente. Il rapporto ha rivelato che le semine di mais negli Stati Uniti per il 2026 sono diminuite a 95,30 milioni di acri, poiché l'aumento dei costi di carburante e fertilizzanti dovuto alla guerra di cinque settimane nel Golfo Persico ha costretto gli agricoltori ad adeguare i loro piani di produzione. Ulteriore slancio rialzista è stato fornito dai dati sulle scorte di cereali del USDA che mostrano che le scorte sono crollate a 9,02 miliardi di bushel nel primo trimestre del 2026, riflettendo un forte abbattimento rispetto ai 13,28 miliardi registrati in precedenza. Sebbene l'ottimismo riguardo ai potenziali colloqui di pace tra il presidente Trump e l'Iran abbia brevemente limitato il premio di rischio, lo shock di offerta sottostante derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz continua a sostenere le materie prime agricole. Con le scorte che si restringono, i mercati del mais rimangono altamente sensibili alle ostilità regionali.
2026-03-31
Il mais ritira prima del rapporto sulla semina del USDA
I futures del mais sono scesi a 4,5 dollari per bushel, ritirandosi dai recenti massimi di 10 mesi, mentre i trader aggiustavano le posizioni in vista di un rapporto cruciale sulle prospettive di semina del USDA in uscita più tardi oggi. Il rapporto sulle semine prospettiche del USDA, previsto per martedì, dovrebbe riflettere i cambiamenti nei piani di semina degli agricoltori statunitensi a causa del conflitto in Iran, con gli analisti che prevedono meno acri di mais in questa stagione, a fronte dell'aumento dei costi di fertilizzanti e carburante. Aggiungendo volatilità al mercato, i prezzi del petrolio sono rimasti elevati dopo rapporti su scioperi in aumento sulle infrastrutture energetiche regionali e speculazioni che il presidente Donald Trump potrebbe porre fine alle operazioni militari statunitensi in Iran, anche se lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Dal lato della domanda, il USDA ha confermato vendite di esportazione di 145.000 tonnellate metriche di mais statunitense verso destinazioni sconosciute per l'anno di commercializzazione 2025/26. Inoltre, le ispezioni all'esportazione di mais statunitense per la settimana conclusa il 26 marzo hanno totalizzato 1.789.524 bushel, superando le aspettative dei trader.
2026-03-31
Il mais rimane vicino ai massimi di 10 mesi
I futures sul mais sono scesi sotto i 4,6 dollari per bushel, ma sono rimasti vicino al loro livello più alto da maggio 2025, sostenuti da prezzi energetici più elevati mentre il conflitto in Iran continua a interrompere le catene di approvvigionamento di carburante e fertilizzanti. I prezzi del petrolio sono rimasti elevati mentre la guerra in Medio Oriente continuava ad ampliarsi nella regione senza una fine in vista, mentre l'Iran continua a interrompere il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta chiave per le esportazioni di petrolio e fertilizzanti. L'aumento dei costi del diesel e dei fertilizzanti azotati, entrambi input critici per il mais, stanno comprimendo i margini degli agricoltori, in particolare negli Stati Uniti, mentre pressioni simili stanno emergendo a livello globale. In regioni come il Sudafrica, le carenze di carburante e i costi di input più elevati stanno già minacciando l'attività di semina e raccolta, evidenziando i rischi per la produzione. Con il mais che richiede un elevato utilizzo di fertilizzanti, l'attuale shock dei costi sta rafforzando le aspettative di un'offerta più ristretta e mantenendo i prezzi sostenuti, anche se la volatilità persiste.
2026-03-24