Il prezzo dell'argento scende per l'incertezza in Medio Oriente

2026-05-19 04:19 Jam Kaimo Samonte 1 min. di lettura
L'argento è sceso verso 74 dollari l'oncia martedì, invertendo i guadagni della sessione precedente mentre l'incertezza crescente in Medio Oriente e le persistenti preoccupazioni per l'inflazione pesavano sul sentiment. I mercati hanno reagito con cautela alle osservazioni del presidente Donald Trump che accennavano a un possibile progresso verso un accordo di pace con l'Iran, con gli investitori che rimanevano scettici sul fatto che una risoluzione della crisi fosse vicina. I metalli preziosi sono stati sotto pressione dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, poiché l'aumento dei prezzi del petrolio ha intensificato le paure inflazionistiche e rafforzato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. L'aumento dell'inflazione negli Stati Uniti ha anche spinto i trader a ridurre ulteriormente le aspettative per i tagli dei tassi della Federal Reserve quest'anno, mentre cresceva la speculazione che la Fed potesse ancora attuare un aumento dei tassi prima della fine dell'anno. Gli investitori stanno ora aspettando gli ultimi verbali del FOMC e i dati preliminari del PMI statunitense per ulteriori segnali sulle prospettive della politica monetaria e delle condizioni economiche.


Notizie
Argento Sotto Pressione per le Tensioni in Medio Oriente
L'argento è stato scambiato sotto i 75 dollari l'oncia mercoledì dopo essere crollato di oltre il 5% nella sessione precedente, poiché le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran hanno mantenuto i mercati concentrati sui rischi inflazionistici e sulla probabilità di tassi di interesse più elevati. Il presidente Donald Trump ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi contro l'Iran entro "due o tre giorni" se Teheran non accettasse i termini di pace di Washington. I commenti sono arrivati poco dopo che Trump ha dichiarato di aver annullato un attacco pianificato dopo appelli da parte degli alleati del Golfo, mentre il programma nucleare dell'Iran continua a essere un ostacolo chiave nei negoziati. Il conflitto prolungato ha effettivamente mantenuto lo stretto di Hormuz chiuso al traffico marittimo, spingendo i prezzi del petrolio verso l'alto e aumentando le pressioni inflazionistiche. L'argento ha anche rinunciato ai guadagni registrati all'inizio di questo mese, alimentati dall'ottimismo riguardante le azioni legate all'IA e dalla maggiore domanda di metalli utilizzati nell'infrastruttura dei data center.
2026-05-20
Il prezzo dell'argento scende per l'incertezza in Medio Oriente
L'argento è sceso verso 74 dollari l'oncia martedì, invertendo i guadagni della sessione precedente mentre l'incertezza crescente in Medio Oriente e le persistenti preoccupazioni per l'inflazione pesavano sul sentiment. I mercati hanno reagito con cautela alle osservazioni del presidente Donald Trump che accennavano a un possibile progresso verso un accordo di pace con l'Iran, con gli investitori che rimanevano scettici sul fatto che una risoluzione della crisi fosse vicina. I metalli preziosi sono stati sotto pressione dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, poiché l'aumento dei prezzi del petrolio ha intensificato le paure inflazionistiche e rafforzato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. L'aumento dell'inflazione negli Stati Uniti ha anche spinto i trader a ridurre ulteriormente le aspettative per i tagli dei tassi della Federal Reserve quest'anno, mentre cresceva la speculazione che la Fed potesse ancora attuare un aumento dei tassi prima della fine dell'anno. Gli investitori stanno ora aspettando gli ultimi verbali del FOMC e i dati preliminari del PMI statunitense per ulteriori segnali sulle prospettive della politica monetaria e delle condizioni economiche.
2026-05-19
L'argento aumenta per la seconda sessione consecutiva
L'argento è salito sopra i 78 dollari l'oncia martedì, continuando l'avanzata della sessione precedente mentre cresceva l'ottimismo che gli Stati Uniti e l'Iran potessero tornare ai negoziati, contribuendo ad alleviare alcune preoccupazioni inflazionistiche. Il presidente Trump ha dichiarato di aver annullato un attacco pianificato contro l'Iran previsto per martedì dopo appelli da Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti, aggiungendo che le nazioni del Golfo credevano che un accordo con Teheran accettabile per Washington fosse ancora alla portata. I metalli preziosi sono stati sotto pressione dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, poiché l'aumento dei prezzi del petrolio ha alimentato le preoccupazioni inflazionistiche e rafforzato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte delle banche centrali. Un'inflazione statunitense più forte ha anche portato i trader a ridurre ulteriormente le aspettative per i tagli dei tassi della Federal Reserve quest'anno, mentre ha aumentato le speculazioni che la Fed potrebbe ancora attuare un aumento dei tassi prima della fine dell'anno. Gli investitori sono ora concentrati sugli ultimi verbali del FOMC e sui dati PMI flash statunitensi per ulteriori indizi sulle prospettive della politica monetaria e dell'attività economica.
2026-05-19