Banca centrale dell'Ungheria mantiene il tasso di interesse al 6,5%

2025-11-18 14:41 Isabela Couto 1 min. di lettura
La Banca Nazionale d'Ungheria ha mantenuto il tasso di interesse chiave al 6,50% per il 14° incontro consecutivo il 18 novembre, in linea con le aspettative di mercato. Secondo la banca centrale, le tensioni commerciali e geopolitiche in corso continuano a creare un ambiente globale incerto, e le prospettive di crescita europea rimangono contenute. Inoltre, la crescente frammentazione delle catene di approvvigionamento e l'alta dinamica dei prezzi dei servizi pongono rischi inflazionistici. La BCE ha mantenuto i tassi stabili, senza ulteriori tagli previsti. A ottobre, l'inflazione è rimasta al 4,3%, mentre l'inflazione di base è salita al 4,2%. Le restrizioni sui prezzi hanno contribuito a ridurre l'inflazione, ma alti indici dei prezzi sono persistiti nei settori al di fuori del loro ambito. Il fiorino si è rafforzato dall'inizio del 2025, riducendo i prezzi di acquisto, mentre le aspettative di inflazione delle imprese e delle famiglie rimangono alte, seppur leggermente inferiori. Il Consiglio Monetario ha sottolineato un approccio cauto, ma rigoroso alla politica monetaria.


Notizie
Ungheria mantiene il tasso invariato al 6,5%
La Banca Nazionale Ungherese ha mantenuto il tasso d'interesse chiave al 6,5% nella riunione di gennaio 2026, come previsto dai mercati, per mantenere il ciclo di riduzione terminato a settembre 2024. L'impostazione della politica monetaria invariata è avvenuta nonostante il cambiamento di orientamento nella riunione precedente, che ha abbandonato la retorica di escludere tagli ai tassi per segnalare che prenderà decisioni su base di riunione per riunione. I dati più recenti hanno mostrato che l'inflazione è rallentata a un minimo di 14 mesi del 3,3% a dicembre, vicino al punto medio dell'intervallo obiettivo della NBU del 3%. Tuttavia, l'inflazione dei servizi nel periodo è balzata al 6,8%, riducendo le prospettive di imminenti tagli per la banca centrale.
2026-01-27
Ungheria mantiene i tassi stabili per il 15° incontro
La Banca Nazionale d'Ungheria ha mantenuto il tasso di interesse chiave al 6,50%, prolungando la pausa per il 15º incontro consecutivo, in linea con le aspettative di mercato. Ciò ha portato la Romania al livello più alto dell'UE. L'inflazione di testa è scesa al minimo di 1 anno del 3,8%, entrando per la prima volta in un anno nel range target del 3% ±1 punto percentuale, aiutata da un forint più forte e dal calo dei prezzi globali delle materie prime e alimentari. La banca ha ridotto la sua previsione di inflazione per il 2026 al 3,2% dal 3,8% e ha abbassato la sua proiezione di crescita del PIL per lo stesso anno al 2,4% dal 2,8%, citando un'economia a doppia velocità, con un robusto consumo privato che compensa gli investimenti più deboli e le esportazioni nette. La strettezza del mercato del lavoro si è attenuata nei trimestri recenti, anche se la disoccupazione rimane vicina ai minimi storici. A livello globale, la crescita economica ha mostrato un modesto miglioramento, anche se le tensioni commerciali e geopolitiche persistenti rappresentano rischi. La MNB ha segnalato che un'ulteriore allentamento monetario potrebbe essere preso in considerazione se le dinamiche dell'inflazione e dei tassi di cambio lo permettessero.
2025-12-16
Banca centrale dell'Ungheria mantiene il tasso di interesse al 6,5%
La Banca Nazionale d'Ungheria ha mantenuto il tasso di interesse chiave al 6,50% per il 14° incontro consecutivo il 18 novembre, in linea con le aspettative di mercato. Secondo la banca centrale, le tensioni commerciali e geopolitiche in corso continuano a creare un ambiente globale incerto, e le prospettive di crescita europea rimangono contenute. Inoltre, la crescente frammentazione delle catene di approvvigionamento e l'alta dinamica dei prezzi dei servizi pongono rischi inflazionistici. La BCE ha mantenuto i tassi stabili, senza ulteriori tagli previsti. A ottobre, l'inflazione è rimasta al 4,3%, mentre l'inflazione di base è salita al 4,2%. Le restrizioni sui prezzi hanno contribuito a ridurre l'inflazione, ma alti indici dei prezzi sono persistiti nei settori al di fuori del loro ambito. Il fiorino si è rafforzato dall'inizio del 2025, riducendo i prezzi di acquisto, mentre le aspettative di inflazione delle imprese e delle famiglie rimangono alte, seppur leggermente inferiori. Il Consiglio Monetario ha sottolineato un approccio cauto, ma rigoroso alla politica monetaria.
2025-11-18