Rendimento del Bund decennale tedesco vicino ai massimi di 9 mesi

2025-12-11 09:46 Joana Taborda 1 min. di lettura
Il rendimento del Bund decennale della Germania è rimasto sopra il 2,86%, vicino a un massimo di nove mesi mentre i trader continuavano a valutare le prospettive della politica monetaria globale. La Fed ha effettuato il taglio dei tassi atteso del 25 punti base al suo incontro di dicembre 2025 e ha segnalato una riduzione aggiuntiva per il 2026, offrendo agli investitori un certo rassicurazione che i responsabili politici non hanno cambiato verso una posizione più falconiana. In Europa, l'attenzione si sposta sull'incontro della BCE della prossima settimana. I mercati si aspettano che i tassi vengano mantenuti invariati per un quarto incontro a seguito dei commenti di diversi responsabili politici e dei dati economici più forti del previsto. I trader stanno addirittura prezzando una probabilità di circa il 40% di un aumento dei tassi di 25 punti base entro la fine dell'anno prossimo. L'inflazione dell'Eurozona si è attestata al 2,2% a novembre, mentre il PIL è cresciuto dello 0,3% nel terzo trimestre. La presidente della BCE Christine Lagarde ha recentemente osservato in una conferenza del FT che "l'area dell'Eurozona sta resistendo meglio di quanto avevamo previsto ad aprile", aggiungendo che i responsabili politici probabilmente alzeranno le loro previsioni di crescita quando si incontreranno la prossima settimana.


Notizie
I rendimenti dei Bund scendono sotto il 3%
I rendimenti dei Bund tedeschi a 10 anni sono scesi sotto il 3%, raggiungendo il loro livello più basso dal 3 giugno, mentre i mercati hanno reagito alle osservazioni notturne del presidente statunitense Donald Trump che suggerivano che un potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere firmato già questo fine settimana. Teheran, tuttavia, ha dichiarato di non aver ancora preso una decisione finale. I rendimenti hanno fluttuato in tandem con i prezzi del petrolio e le notizie legate alla guerra, mentre i trader valutano i rischi di chiusure prolungate dello Stretto di Hormuz. Più a lungo persiste la disruption, maggiore è la probabilità di prezzi energetici elevati e sostenuti che alimentano un'inflazione più ampia, potenzialmente costringendo le banche centrali a implementare significativi aumenti dei tassi. A sostegno di questa visione, la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di interesse l'11 giugno per la prima volta in tre anni, mirando a prevenire un aumento più ampio dell'inflazione a causa dell'aumento dei costi del carburante. I mercati monetari ora prevedono un altro aumento dei tassi, molto probabilmente a settembre, sebbene luglio rimanga una possibilità.
2026-06-12
I rendimenti dei Bund si mantengono vicino ai massimi di tre settimane dopo l'aumento dei tassi BCE
I rendimenti dei Bund tedeschi a 10 anni sono rimasti stabili poco sopra il 3,05%, vicino ai massimi di tre settimane, dopo l'atteso aumento dei tassi di 25 punti base da parte della Banca Centrale Europea, il primo dal 2023. La mossa è avvenuta mentre i responsabili politici hanno evidenziato l'aumento dei costi energetici e i rischi inflazionistici persistenti, aggravati dal conflitto in Iran e dalle interruzioni delle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. La BCE ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni di inflazione, ora prevedendo che l'inflazione generale raggiunga il 3,0% nel 2026 (rispetto al 2,6%) e il 2,3% nel 2027 (rispetto al 2,0%), con l'inflazione di base prevista al 2,5% per entrambi gli anni (rispetto al 2,3% e al 2,2%). Nel frattempo, le prospettive di crescita sono state leggermente abbassate, con il PIL dell'Eurozona ora previsto all'0,8% nel 2026 (rispetto all'0,9%) e all'1,2% nel 2027 (rispetto all'1,3%). Altrove, le tensioni in Medio Oriente sono aumentate, poiché ripetuti attacchi militari e battute d'arresto diplomatiche hanno ridotto le prospettive per una risoluzione tra Stati Uniti e Iran.
2026-06-11
Rendimento del Bund tedesco a 10 anni sotto il 3,1%
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si attesta al 3,07%, vicino ai massimi di due mesi, mentre le continue tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a influenzare le aspettative di inflazione e a rafforzare le scommesse che le banche centrali dovranno adottare una posizione più restrittiva. Il conflitto nella regione rimane irrisolto, con ripetuti attacchi militari e battute d'arresto diplomatiche che minano le prospettive di un progresso tra gli Stati Uniti e l'Iran, mantenendo elevati i prezzi del petrolio. Nel frattempo, si prevede ampiamente che la Banca Centrale Europea aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di giugno 2026, segnando il suo primo aumento dal 2023. Il restringimento previsto arriva mentre le pressioni inflazionistiche aumentano a seguito dello shock energetico provocato dal conflitto con l'Iran. Gli investitori si concentreranno anche sulla guida futura della banca centrale, con aspettative che i responsabili delle politiche potrebbero annunciare almeno un ulteriore aumento dei tassi quest'anno.
2026-06-11