Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni scende ai minimi di due mesi

2026-02-13 07:58 Joana Ferreira 1 min. di lettura
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è sceso verso il 2,75%, segnando il suo livello più basso dal 4 dicembre. Il benchmark era anche pronto per un calo settimanale di circa 9 punti base, la sua più forte diminuzione da aprile, poiché gli investitori si posizionavano in vista dei dati chiave sull'IPC statunitense previsti per la giornata, che potrebbero fornire nuovi segnali sul percorso di politica della Federal Reserve. In Europa, i partecipanti al mercato hanno valutato le indicazioni che la Banca Centrale Europea rimane complessivamente a suo agio con l'apprezzamento recente dell'euro. L'attenzione si è anche spostata su notizie secondo cui il Governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, ampiamente considerato come colomba, è pronto a dimettersi prima del previsto. Nel frattempo, la Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha dichiarato la scorsa settimana che le prospettive di inflazione rimangono in una "buona posizione", minimizzando le preoccupazioni sulla forza della moneta unica. I mercati monetari stanno attualmente scontando solo una probabilità del 30% di un taglio dei tassi d'interesse da parte della BCE entro dicembre.


Notizie
I rendimenti dei Bund superano il 3% a causa delle tensioni in Medio Oriente
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è risalito sopra il 3%, avvicinandosi al suo livello più alto dal maggio 2011, mentre le crescenti tensioni in Medio Oriente pesavano sui bond europei. L'indirizzo in prima serata del presidente Donald Trump, privo di una chiara tempistica per risolvere il conflitto, ha alimentato la vendita. Sebbene Trump abbia indicato che l'operazione statunitense fosse quasi completata, la sua promessa di azioni più aggressive, inclusi potenziali attacchi a impianti elettrici nelle prossime settimane, ha approfondito l'inquietudine del mercato. Senza una nuova giustificazione per la guerra e con l'incertezza crescente, le preoccupazioni per l'inflazione si sono intensificate, portando a una rivalutazione delle prospettive di politica della Banca Centrale Europea. Gli investitori ora si aspettano tre aumenti dei tassi di interesse nel 2026, rispetto a due solo un giorno prima. Prima del conflitto, i mercati non prevedevano alcun aumento, con alcuni che scommettevano persino su un allentamento monetario.
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I rendimenti dei Bund ritornano indietro mentre l'ottimismo per la guerra in Iran tempera le paure sui tassi
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è sceso al 2,96%, ritirandosi dai recenti massimi pluriennali, poiché le crescenti speranze per una rapida conclusione del conflitto in Iran hanno attenuato le preoccupazioni per l'impennata dei prezzi dell'energia e per le aggressive aumenti dei tassi della BCE. La dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti potrebbero ritirarsi dall'Iran "in due o tre settimane", con o senza un accordo, ha contribuito all'ottimismo cauto, sebbene le tempistiche mutevoli di Washington e i segnali contrastanti abbiano mantenuto viva l'incertezza nella quinta settimana della guerra. I mercati hanno ridotto le scommesse su un inasprimento della BCE, ora prevedendo solo due aumenti dei tassi entro dicembre, rispetto ai tre attesi all'inizio di questa settimana. Prima del conflitto, gli investitori non si aspettavano aumenti nel 2026, con una leggera possibilità di allentamento monetario.
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I rendimenti del Bund tedesco si allentano ma registrano il maggiore aumento mensile dal 2022
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è sceso al 3%, ritirandosi dai massimi pluriennali, mentre gli investitori rivalutavano i rischi di crescita economica legati allo shock energetico derivante dal conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, i rendimenti rimanevano sulla buona strada per chiudere marzo con un aumento di 37 punti base, il più grande incremento mensile dalla fine del 2022, in mezzo a un ampio aumento dell'inflazione. L'impennata dei costi energetici ha spinto il tasso di inflazione della zona euro al 2,5% e il tasso armonizzato dell'UE della Germania al 2,8%, entrambi superiori all'obiettivo del 2% della BCE e segnando i valori più alti in oltre un anno. I dati hanno spinto i mercati a abbandonare le aspettative di tagli dei tassi, ora anticipando almeno due aumenti della BCE entro il 2026. Mentre François Villeroy de Galhau della BCE ha sottolineato la determinazione della banca a contenere l'inflazione, ha evidenziato che le discussioni sui tempi dei movimenti dei tassi erano ancora premature.
2026-03-31