Il dollaro australiano amplia le perdite

2026-01-05 02:50 Czyrill Jean Coloma 1 min. di lettura
Il dollaro australiano è scivolato oltre 0,668 dollari lunedì, estendendo le perdite della settimana precedente poiché le rinnovate tensioni geopolitiche hanno influito sul sentiment di rischio globale. La valuta ad alto contenuto di materie prime, utilizzata come proxy liquido per l'appetito al rischio globale, si è depreciata a seguito della cattura da parte degli Stati Uniti del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Il calo mette in evidenza quanto possano essere sensibili le valute legate al rischio globale agli shock globali, anche quando hanno poco impatto diretto sui mercati interni. Tuttavia, i rendimenti obbligazionari relativamente elevati dell'Australia hanno fornito un certo supporto in mezzo alle speculazioni di mercato su ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Gli investitori attualmente attribuiscono circa il 39% di probabilità che la Banca Riserve dell'Australia possa aumentare il suo tasso di sconto già a febbraio, con l'attenzione concentrata sui dati sull'inflazione di mercoledì. I mercati si aspettano ora che l'indice dei prezzi al consumo annuale scenda al 3,7% a novembre 2025, dal 3,8% del mese precedente.


Notizie
Il dollaro australiano si dirige verso un guadagno settimanale
Il dollaro australiano è rimasto poco cambiato intorno a $0,691 venerdì, in mezzo a volumi di scambio ridotti per le festività, ma è sulla buona strada per un modesto aumento settimanale grazie alle speranze di una de-escalation nel conflitto in Medio Oriente e che lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprirsi parzialmente. I rapporti hanno mostrato che Iran e Oman stanno redigendo un protocollo per monitorare il traffico delle petroliere attraverso la chiave rotta di spedizione di petrolio, che è stata effettivamente chiusa dall'inizio della guerra. Il piano prevederebbe una supervisione congiunta del transito e potrebbe richiedere alle navi di pagare pedaggi a Teheran. Nel frattempo, l'ultimo discorso del presidente Trump ha offerto poca chiarezza su una rapida conclusione del conflitto iraniano, anche se in precedenza aveva fissato una tempistica di due-tre settimane per porre fine alla guerra. Ha anche emesso nuove minacce sulle infrastrutture iraniane nel tentativo di fare pressione su Teheran nei negoziati. In Australia, i costi energetici più elevati sono già destinati ad aumentare l'inflazione, costringendo a riduzioni delle previsioni di crescita e aumentando le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi mentre i rischi di stagflazione aumentano.
2026-04-03
Il dollaro australiano scivola dopo le dichiarazioni di Trump
Il dollaro australiano è sceso sotto $0,693 giovedì, tornando verso i minimi di due mesi mentre il dollaro statunitense si rafforzava e i prezzi del petrolio aumentavano dopo le dichiarazioni del presidente Trump sulla guerra in Iran. Trump ha affermato che gli obiettivi principali di Washington nel conflitto erano vicini a essere raggiunti, ma non ha fornito una chiara tempistica per la fine della guerra, avvertendo che gli Stati Uniti potrebbero ancora colpire l'Iran "in modo estremamente duro" nelle prossime due o tre settimane. Le speranze di una fine imminente del conflitto durato un mese avevano in precedenza sostenuto le azioni globali e pesato sul dollaro, ma le sue dichiarazioni hanno invertito il sentiment, facendo scendere nuovamente le azioni. Nel frattempo, dati commerciali nazionali solidi hanno limitato il ribasso. I dati hanno mostrato che il surplus commerciale dell'Australia è più che raddoppiato a febbraio, segnando il più grande surplus in sette mesi, poiché le esportazioni di oro e agricole sono aumentate, mentre le importazioni di oro e attrezzature per l'elaborazione dei dati sono diminuite. Altrove, le preoccupazioni tariffarie sono riemerse mentre l'amministrazione Trump preparava un'imposta del 25% sui beni finiti contenenti acciaio e alluminio importati.
2026-04-02
Il dollaro australiano rimbalza da un minimo di 2 mesi
Il dollaro australiano è salito a circa 0,692 $, rimbalzando da un minimo di due mesi, sostenuto dalle speranze di una de-escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il sentiment globale di rischio è migliorato dopo che Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero porre fine ai loro attacchi militari in Iran entro due o tre settimane e si prepara a rivolgersi alla nazione più tardi nella giornata, alimentando le speculazioni su un possibile ridimensionamento del conflitto. Tuttavia, l'incertezza è persista poiché rapporti suggerivano che gli Stati Uniti potrebbero dispiegare ulteriori forze navali nella regione, mentre le preoccupazioni per lo Stretto di Hormuz hanno mantenuto i prezzi del petrolio sostenuti in mezzo a timori di rischi di fornitura prolungati. L'impatto inflazionistico dei costi energetici più elevati ha continuato a offuscare le prospettive, con gli analisti che avvertono che potrebbe mantenere i prezzi elevati più a lungo e aumentare la pressione sui tassi di interesse in Australia. La Reserve Bank, che ha aumentato i tassi al 4,10% a marzo, rimane al centro dell'attenzione, con i mercati che prezzano circa il 65% di possibilità di un altro aumento nella sua riunione di maggio, sebbene le aspettative per il tasso massimo siano leggermente diminuite.
2026-04-01