FTSE MIB interrompe la serie di 3 giorni di rialzi

2026-10-07 07:50 Kyrie Dichosa 1 min. di lettura
Il FTSE MIB è sceso di oltre l'1% a circa 50.500 mercoledì, interrompendo una serie di tre sessioni positive e seguendo le perdite più ampie in Europa mentre gli investitori sono rimasti cauti a causa delle continue tensioni in Medio Oriente. I prezzi del petrolio sono aumentati a causa delle crescenti tensioni tra Arabia Saudita e Houthi e di una minaccia di tempesta nel Golfo del Messico, mentre i rendimenti obbligazionari più alti hanno anche pesato sul sentiment. Le banche hanno guidato il calo, con BPER Banca in ribasso dell'1,9%, Banco BPM dell'1,7%, UniCredit dell'1%, Intesa Sanpaolo dello 0,9% e MPS dello 0,8%. Anche i settori industriale e tecnologico hanno pesato, con Prysmian in calo del 2,7%, STMicroelectronics dell'1,6% e Fincantieri dell'1,2%. Al contrario, si sono registrati guadagni per Stellantis (+2%), Inwit (+1,9%) e Telecom Italia (+1,6%).


Notizie
FTSE MIB sale venerdì
Il FTSE MIB di Milano è salito di circa lo 0,4% venerdì, recuperando alcune perdite dalla sessione precedente mentre gli investitori valutavano gli sviluppi aziendali e seguivano i guadagni tra i pari regionali. UniCredit ha guadagnato lo 0,6% dopo aver ricevuto l'approvazione della BCE per prendere il controllo della Commerzbank tedesca, mentre Brunello Cucinelli è balzato del 4,0% dopo aver alzato le previsioni per il 2026 a seguito di vendite più forti nel terzo trimestre. Altri guadagni degni di nota hanno incluso le azioni legate alla difesa, con Leonardo in aumento del 2,7% e Fincantieri in crescita del 2,6%, mentre Saipem ha aggiunto l'1,6% e Stellantis ha guadagnato l'1,4%. D'altra parte, Eni è scesa dello 0,4%, rispecchiando un modesto calo dei prezzi del greggio e affrontando interruzioni alla sua raffineria di Taranto legate alle proteste sulla crisi dell'ex Ilva. Sul fronte dei dati, gli investitori attendevano la lettura finale dell'inflazione di settembre. Per la settimana, l'indice di riferimento era sulla buona strada per una performance contenuta.
2026-10-16
FTSE MIB Estende il Calo
Il FTSE MIB di Milano è sceso dello 0,7% a 49.398 giovedì, estendendo le perdite poiché i titoli finanziari e tecnologici di peso sono rimasti sotto pressione. I titoli dei chip sono crollati poiché i segnali di pressioni inflazionistiche persistenti hanno aumentato le aspettative di costi di finanziamento elevati per un periodo più lungo e hanno sollevato preoccupazioni sui settori ad alta intensità di capitale, in particolare lo sviluppo dell'IA. Technoprobe è crollata del 10,3%, mentre STMicroelectronics è scesa bruscamente del 3,8% e Prysmian del 3%. Anche i titoli finanziari sono crollati, poiché i costi di finanziamento più elevati pesano sulla domanda di credito. UniCredit ha perso il 2,1% mentre cerca di ridurre il rischio del suo obiettivo Commerzbank su €1 miliardo di mutui tedeschi trasferendo parte di quel rischio ad altri investitori. Fincantieri è scesa dell'1,3% mentre l'azienda è in fase di integrazione dell'IA nei suoi cantieri navali. Leonardo è salita dell'1,9% mentre le tensioni geopolitiche continuano ad aumentare. Le utility hanno esteso i guadagni mentre i prezzi del gas europeo sono diminuiti, guidati da Snam (1,3%) e Terna (1%).
2026-10-15
FTSE MIB si avvicina al minimo di 4 mesi
Il FTSE MIB è sceso a circa 49.600 giovedì, avvicinandosi al minimo di quattro mesi toccato all'inizio di questo mese, guidato da forti perdite nei titoli tecnologici. STMicroelectronics è crollata del 7,5%, mentre Prysmian ha perso il 7,2%, poiché una svendita globale di azioni tecnologiche, alimentata da dati sull'inflazione statunitense più alti del previsto e preoccupazioni per costi di finanziamento più elevati, ha pesato sul sentiment verso gli investimenti legati all'IA. D'altro canto, le utility sono avanzate, contribuendo a limitare le perdite dell'indice, con Hera in rialzo dell'1,9%, Snam in crescita dell'1,8%, Terna in aumento dell'1,5% ed Enel in salita dell'1,3%. Anche i titoli finanziari hanno fornito supporto, guidati da FinecoBank, in rialzo dell'1,5%, e Assicurazioni Generali, in aumento dell'1,3%, mentre Telecom Italia ha guadagnato lo 0,9%. Nel frattempo, gli investitori hanno continuato a monitorare gli sviluppi geopolitici e i risultati aziendali a livello mondiale.
2026-10-15