Il settore manifatturiero italiano rimane in contrazione

2026-02-02 08:51 Agna Gabriel 1 min. di lettura
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è salito leggermente a 48,1 a gennaio 2026 da 47,9 a dicembre, in linea con le aspettative del mercato. Le condizioni della domanda erano ancora deboli, con nuovi ordini ed esportazioni in calo, sebbene a un ritmo più moderato, riflettendo mercati fragili e alcune cancellazioni di ordini. Anche la produzione è diminuita modestamente, limitata dalla domanda contenuta e, in alcuni casi, da vincoli sulle materie prime. La minore produzione ha portato le aziende a ridurre gli acquisti e a diminuire le scorte, contribuendo ad alleviare la pressione sulle catene di approvvigionamento e ad accorciare i tempi di consegna. Nonostante una domanda di input più morbida, i costi sono aumentati al ritmo più veloce in oltre tre anni a causa dei prezzi più alti delle materie prime, spingendo i produttori ad aumentare i prezzi di vendita. L'occupazione è stata l'unica area di crescita, con le aziende che hanno aggiunto personale con cautela. Guardando al futuro, i produttori erano più ottimisti, con la fiducia vicina a un massimo di quattro anni e mezzo grazie alle speranze di nuovi prodotti, costi di finanziamento più bassi e una graduale ripresa del settore.


Notizie
L'indice PMI manifatturiero italiano segnala una modesta ripresa
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è salito a 50,6 a febbraio 2026, rispetto a 48,1 di gennaio e al di sopra del consenso di mercato di 49,5. La lettura, la più alta in tre mesi, ha indicato un leggero miglioramento delle condizioni operative, poiché la produzione e i nuovi ordini sono aumentati dopo due mesi di calo, nonostante le vendite all'esportazione siano diminuite al ritmo più veloce in cinque mesi a causa dell'elevata incertezza globale. L'occupazione è aumentata solo marginalmente, limitando gli acquisti di input. Nel frattempo, l'inflazione dei costi degli input ha raggiunto il livello più alto da ottobre 2022 e i prezzi di produzione sono aumentati al ritmo più veloce in dieci mesi. Tuttavia, la fiducia delle imprese si è rafforzata al livello più alto in oltre cinque anni.
2026-03-02
Il settore manifatturiero italiano rimane in contrazione
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è salito leggermente a 48,1 a gennaio 2026 da 47,9 a dicembre, in linea con le aspettative del mercato. Le condizioni della domanda erano ancora deboli, con nuovi ordini ed esportazioni in calo, sebbene a un ritmo più moderato, riflettendo mercati fragili e alcune cancellazioni di ordini. Anche la produzione è diminuita modestamente, limitata dalla domanda contenuta e, in alcuni casi, da vincoli sulle materie prime. La minore produzione ha portato le aziende a ridurre gli acquisti e a diminuire le scorte, contribuendo ad alleviare la pressione sulle catene di approvvigionamento e ad accorciare i tempi di consegna. Nonostante una domanda di input più morbida, i costi sono aumentati al ritmo più veloce in oltre tre anni a causa dei prezzi più alti delle materie prime, spingendo i produttori ad aumentare i prezzi di vendita. L'occupazione è stata l'unica area di crescita, con le aziende che hanno aggiunto personale con cautela. Guardando al futuro, i produttori erano più ottimisti, con la fiducia vicina a un massimo di quattro anni e mezzo grazie alle speranze di nuovi prodotti, costi di finanziamento più bassi e una graduale ripresa del settore.
2026-02-02
Settore manifatturiero italiano si contrae a dicembre
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è sceso a 47,9 a dicembre 2025, in calo rispetto a 50,6 di novembre e al di sotto della previsione di 50,0. Il calo ha segnato la flessione più marcata da marzo, guidata dai produttori di beni di consumo, mentre altri segmenti hanno registrato solo lievi contrazioni. I nuovi ordini sono diminuiti dopo un mese di crescita, appesantiti dall'incertezza crescente e dalle sfide specifiche del settore, in particolare nell'acciaio e nell'automobile. La produzione è diminuita al ritmo più veloce in nove mesi e l'occupazione ha continuato a calare, segnando un intero trimestre di riduzioni di posti di lavoro. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione dei costi di input si è attenuata rispetto al massimo di tre anni di novembre, spingendo i produttori a ridurre modestamente i loro prezzi di vendita. Nonostante il rallentamento, il sentiment è migliorato leggermente, sostenuto dagli investimenti in lanci di prodotti e dai piani di espansione in nuovi mercati.
2026-01-02