Settore manifatturiero italiano si contrae a dicembre

2026-01-02 09:12 Joana Ferreira 1 min. di lettura
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è sceso a 47,9 a dicembre 2025, in calo rispetto a 50,6 di novembre e al di sotto della previsione di 50,0. Il calo ha segnato la flessione più marcata da marzo, guidata dai produttori di beni di consumo, mentre altri segmenti hanno registrato solo lievi contrazioni. I nuovi ordini sono diminuiti dopo un mese di crescita, appesantiti dall'incertezza crescente e dalle sfide specifiche del settore, in particolare nell'acciaio e nell'automobile. La produzione è diminuita al ritmo più veloce in nove mesi e l'occupazione ha continuato a calare, segnando un intero trimestre di riduzioni di posti di lavoro. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione dei costi di input si è attenuata rispetto al massimo di tre anni di novembre, spingendo i produttori a ridurre modestamente i loro prezzi di vendita. Nonostante il rallentamento, il sentiment è migliorato leggermente, sostenuto dagli investimenti in lanci di prodotti e dai piani di espansione in nuovi mercati.


Notizie
Il settore manifatturiero italiano rimane in contrazione
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è salito leggermente a 48,1 a gennaio 2026 da 47,9 a dicembre, in linea con le aspettative del mercato. Le condizioni della domanda erano ancora deboli, con nuovi ordini ed esportazioni in calo, sebbene a un ritmo più moderato, riflettendo mercati fragili e alcune cancellazioni di ordini. Anche la produzione è diminuita modestamente, limitata dalla domanda contenuta e, in alcuni casi, da vincoli sulle materie prime. La minore produzione ha portato le aziende a ridurre gli acquisti e a diminuire le scorte, contribuendo ad alleviare la pressione sulle catene di approvvigionamento e ad accorciare i tempi di consegna. Nonostante una domanda di input più morbida, i costi sono aumentati al ritmo più veloce in oltre tre anni a causa dei prezzi più alti delle materie prime, spingendo i produttori ad aumentare i prezzi di vendita. L'occupazione è stata l'unica area di crescita, con le aziende che hanno aggiunto personale con cautela. Guardando al futuro, i produttori erano più ottimisti, con la fiducia vicina a un massimo di quattro anni e mezzo grazie alle speranze di nuovi prodotti, costi di finanziamento più bassi e una graduale ripresa del settore.
2026-02-02
Settore manifatturiero italiano si contrae a dicembre
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è sceso a 47,9 a dicembre 2025, in calo rispetto a 50,6 di novembre e al di sotto della previsione di 50,0. Il calo ha segnato la flessione più marcata da marzo, guidata dai produttori di beni di consumo, mentre altri segmenti hanno registrato solo lievi contrazioni. I nuovi ordini sono diminuiti dopo un mese di crescita, appesantiti dall'incertezza crescente e dalle sfide specifiche del settore, in particolare nell'acciaio e nell'automobile. La produzione è diminuita al ritmo più veloce in nove mesi e l'occupazione ha continuato a calare, segnando un intero trimestre di riduzioni di posti di lavoro. Sul fronte dei prezzi, l'inflazione dei costi di input si è attenuata rispetto al massimo di tre anni di novembre, spingendo i produttori a ridurre modestamente i loro prezzi di vendita. Nonostante il rallentamento, il sentiment è migliorato leggermente, sostenuto dagli investimenti in lanci di prodotti e dai piani di espansione in nuovi mercati.
2026-01-02
La crescita delle fabbriche in Italia raggiunge il massimo da oltre 2 anni e mezzo
L'HCOB Italy Manufacturing PMI è salito a 50,6 a novembre 2025, rispetto a 49,9 di ottobre e sopra la previsione di 50,3, segnando la prima espansione in tre mesi e la più forte da marzo 2023. Il miglioramento è stato guidato da una ripresa degli ordini totali, che hanno registrato la crescita più rapida in oltre tre anni e mezzo, sostenuta da una maggiore domanda interna ed estera. Le esportazioni sono aumentate per la prima volta in sei mesi, con il tasso di crescita più alto in 45 mesi. Tuttavia, i volumi di produzione sono aumentati a un ritmo più moderato e solo leggermente a novembre, spingendo le aziende a continuare a ridurre la forza lavoro e l'attività di acquisto. Le condizioni della catena di approvvigionamento sono rimaste tese, con tempi di consegna che si sono allungati moderatamente. Le pressioni sui costi si sono intensificate bruscamente, con i prezzi degli input in aumento al ritmo più veloce in tre anni, sebbene i prezzi di vendita siano aumentati più moderatamente a causa delle pressioni competitive. Le aziende sono rimaste ottimiste per l'anno a venire, con il sentiment in calo rispetto a ottobre ma ancora sopra la tendenza.
2025-12-01