La sterlina subisce un calo mensile del 2% a causa della crisi in Medio Oriente

2026-03-31 08:45 Joana Ferreira 1 min. di lettura
La sterlina britannica ha chiuso marzo poco sopra 1,32 dollari, oscillando vicino al suo livello più basso da inizio dicembre dopo un mese turbolento dominato dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente. La sterlina ha perso circa il 2% rispetto al dollaro mentre i trader valutavano le conseguenze economiche della crisi in approfondimento. Aggiungendo incertezza, un rapporto del Wall Street Journal ha rivelato che il presidente statunitense Donald Trump stava considerando di porre fine alla campagna militare contro l'Iran, anche se lo Stretto di Hormuz rimaneva bloccato. Il cambiamento del panorama geopolitico ha innescato una forte rivalutazione delle aspettative di politica monetaria della Banca d'Inghilterra: i mercati ora prevedono almeno due aumenti dei tassi nel 2026, con una probabilità del 50% di un intervento già ad aprile, un netto cambiamento rispetto alle scommesse precedenti su due tagli. Tuttavia, il membro del comitato di politica monetaria della BoE Alan Taylor ha adottato un tono cauto la settimana scorsa, fissando un "livello elevato" per gli aumenti dei tassi e sostenendo costi di prestito stabili fino a quando l'impatto economico del conflitto non diventa più chiaro.


Notizie
La Sterlina Recupera Mentre Crescono le Speranze di Pace in Iran
La sterlina britannica è salita a 1,33 dollari, allontanandosi dai recenti minimi di quattro mesi, mentre cresceva l'ottimismo su una potenziale risoluzione a breve termine del conflitto in Iran. La modesta ripresa segue un marzo volatile, quando la sterlina è scesa dell'1,9% rispetto al dollaro USA, il suo peggior calo mensile dal luglio 2025, in mezzo a crescenti tensioni in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì che gli Stati Uniti potrebbero uscire dall'Iran "in due o tre settimane", accordo o non accordo. Tuttavia, la crisi dello Stretto di Hormuz rimane irrisolta, con la chiusura della via navigabile vitale che continua a interrompere i flussi di petrolio e a far aumentare i prezzi. L'incertezza persistente e le pressioni inflazionistiche hanno portato i mercati a rivedere le aspettative di politica della Banca d'Inghilterra, con gli investitori che ora prevedono meno di due aumenti dei tassi nel 2026, rispetto ai quattro previsti a metà marzo. Anche le scommesse precedenti su due tagli dei tassi pre-conflitto sono state scartate.
2026-04-01
La sterlina subisce un calo mensile del 2% a causa della crisi in Medio Oriente
La sterlina britannica ha chiuso marzo poco sopra 1,32 dollari, oscillando vicino al suo livello più basso da inizio dicembre dopo un mese turbolento dominato dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente. La sterlina ha perso circa il 2% rispetto al dollaro mentre i trader valutavano le conseguenze economiche della crisi in approfondimento. Aggiungendo incertezza, un rapporto del Wall Street Journal ha rivelato che il presidente statunitense Donald Trump stava considerando di porre fine alla campagna militare contro l'Iran, anche se lo Stretto di Hormuz rimaneva bloccato. Il cambiamento del panorama geopolitico ha innescato una forte rivalutazione delle aspettative di politica monetaria della Banca d'Inghilterra: i mercati ora prevedono almeno due aumenti dei tassi nel 2026, con una probabilità del 50% di un intervento già ad aprile, un netto cambiamento rispetto alle scommesse precedenti su due tagli. Tuttavia, il membro del comitato di politica monetaria della BoE Alan Taylor ha adottato un tono cauto la settimana scorsa, fissando un "livello elevato" per gli aumenti dei tassi e sostenendo costi di prestito stabili fino a quando l'impatto economico del conflitto non diventa più chiaro.
2026-03-31
La sterlina si avvicina a un calo mensile dell'1% per le preoccupazioni in Medio Oriente
La sterlina britannica si è avvicinata a 1,32 dollari, rimanendo vicino ai suoi minimi da inizio dicembre e sulla buona strada per un calo mensile di oltre l'1% rispetto al dollaro statunitense. L'avversione al rischio ha dominato i mercati mentre i trader valutavano i rischi economici derivanti dal prolungato conflitto in Medio Oriente, con notizie sui preparativi delle truppe statunitensi per una potenziale operazione di terra che oscuravano le affermazioni di Washington sui progressi nei negoziati con l'Iran. Nel frattempo, le aspettative di politica monetaria della Banca d'Inghilterra hanno subito un cambiamento drammatico: i mercati ora prevedono almeno due aumenti dei tassi nel 2026, con una possibile terza, invertendo le scommesse precedenti su due tagli. Nel frattempo, il membro del comitato della BoE Alan Taylor ha adottato un tono cauto la scorsa settimana. Ha sottolineato un "livello elevato" per gli aumenti dei tassi, sostenendo di mantenere stabili i costi di prestito fino a quando l'impatto economico del conflitto in Iran non diventa più chiaro.
2026-03-30