Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni rimane stabile

2026-06-23 02:16 Jam Kaimo Samonte 1 min. di lettura
Il rendimento del Treasury note statunitense a 10 anni si è attestato intorno al 4,5% martedì dopo essere salito nella sessione precedente, mentre gli investitori monitoravano i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, continuando a valutare le prospettive per gli aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve quest'anno. In un importante sviluppo, Washington ha concesso a Teheran una licenza di 60 giorni per vendere petrolio sui mercati internazionali, aumentando le aspettative di una ripresa più rapida dell'offerta globale. Nel frattempo, i mercati rimangono posizionati per una politica monetaria più restrittiva dopo che la Fed ha adottato un tono aggressivo la scorsa settimana e ha aumentato le sue proiezioni sull'inflazione. Sia Deutsche Bank che BofA Global Research hanno rivisto le loro previsioni per includere un aumento dei tassi a settembre. Gli investitori stanno ora guardando al rapporto PCE di questa settimana, che contiene la misura dell'inflazione preferita dalla Fed e si prevede fornisca nuovi indizi sulle pressioni sui prezzi sottostanti.


Notizie
I rendimenti del Tesoro scendono leggermente
Il rendimento del Treasury note statunitense a 10 anni è sceso al 4,48% martedì, poiché gli investitori hanno reagito ai segnali che un accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe avvicinarsi a una risoluzione duratura. Allo stesso tempo, un rifugio verso la sicurezza, innescato da una svendita di titoli tecnologici, ha fornito ulteriore supporto al mercato obbligazionario. Gli Stati Uniti e l'Iran hanno concordato una tabella di marcia verso un accordo di pace entro 60 giorni, mentre gli Stati Uniti hanno emesso una licenza di 60 giorni che consente a Teheran di vendere petrolio sui mercati internazionali. Di conseguenza, i prezzi del petrolio sono diminuiti, offrendo un certo sollievo sulle pressioni inflazionistiche, sebbene la crescita dei prezzi rimanga elevata. Il prossimo rapporto sull'inflazione PCE, l'indicatore preferito dalla Fed, sarà attentamente monitorato questa settimana. Un tono aggressivo da parte della Fed la scorsa settimana ha spinto gli investitori ad aumentare le scommesse su ulteriori aumenti dei tassi quest'anno. I mercati stanno attualmente prezzando la probabilità di un aumento dei tassi a settembre intorno al 68%, rispetto al 29% della settimana scorsa.
2026-06-23
Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni rimane stabile
Il rendimento del Treasury note statunitense a 10 anni si è attestato intorno al 4,5% martedì dopo essere salito nella sessione precedente, mentre gli investitori monitoravano i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, continuando a valutare le prospettive per gli aumenti dei tassi di interesse della Federal Reserve quest'anno. In un importante sviluppo, Washington ha concesso a Teheran una licenza di 60 giorni per vendere petrolio sui mercati internazionali, aumentando le aspettative di una ripresa più rapida dell'offerta globale. Nel frattempo, i mercati rimangono posizionati per una politica monetaria più restrittiva dopo che la Fed ha adottato un tono aggressivo la scorsa settimana e ha aumentato le sue proiezioni sull'inflazione. Sia Deutsche Bank che BofA Global Research hanno rivisto le loro previsioni per includere un aumento dei tassi a settembre. Gli investitori stanno ora guardando al rapporto PCE di questa settimana, che contiene la misura dell'inflazione preferita dalla Fed e si prevede fornisca nuovi indizi sulle pressioni sui prezzi sottostanti.
2026-06-23
I rendimenti del Tesoro negli Stati Uniti aumentano
Il rendimento del Treasury note statunitense a 10 anni è salito al 4,5% lunedì, il suo livello più alto in circa due settimane, mentre il rendimento del Treasury a 2 anni, più sensibile alla politica, è salito sopra il 4,2%, raggiungendo il suo livello più alto da febbraio 2025. Gli investitori sono tornati dal lungo weekend concentrati sulle prospettive per la politica monetaria e l'inflazione, nonostante i segnali di progresso nei negoziati tra Stati Uniti e Iran che hanno contribuito a un ulteriore calo dei prezzi del petrolio. I mercati stanno attualmente scontando almeno un aumento dei tassi della Federal Reserve di 25 punti base entro la fine dell'anno, con la probabilità di tale mossa già a settembre che si attesta intorno al 50%. L'attenzione si sposta ora sul rapporto PCE di giovedì, che include l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed e si prevede fornisca nuove informazioni sulle pressioni sui prezzi sottostanti e sul probabile percorso dei tassi di interesse.
2026-06-22